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SULLE TRACCE DI CARLO SCARPA

Terzo appuntamento del ciclo NARRARE IL PATRIMONIO MUSEALE: nel Teatro di Palazzo Donn’Anna, giovedì 16 marzo, ore 16.30, Filippo Bricolo dello studio Bricolo Falsarella ci parlerà di Carlo Scarpa e dei progetti sul Museo di Castelvecchio con l’incontro “SULLE TRACCE DI CARLO SCARPA. Innesti a Castelvecchio”.

Dopo i saluti di Marina Colonna, Presidente Fondazione De Felice e l’introduzione di Nadia Barrella,
Università Vanvitelli, e Gioconda Cafiero, Università Federico II, Filippo Bricolo parlerà del suo rapporto speciale con il Museo di Castelvecchio inteso come centro di riflessioni trentennali a partire dalle prime esperienze universitarie fino alla realizzazione (con Bricolo Falsarella) del completamento dell’Ala Est lasciata incompiuta da Carlo Scarpa.

Scrive Filippo Bricolo:
“A vent’anni la prima volta da studente sono entrato al Museo di Castelvecchio di Carlo Scarpa rimanendone folgorato.  Dal quel giorno una parte di me è rimasta imprigionata in questo scrigno d’intensità e avvertimenti critici. Giovedì sarò a Napoli presso la Fondazione Ezio De Felice per parlare del percorso iniziato quel giorno. Sarà un’occasione per ripercorrere le ricerche, gli studi ed i progetti che per tanti anni (a partire dall’università) ho portato avanti attorno e dentro  questo straordinario presidio di ricerca”.

Carlo Scarpa è stato uno dei più importanti architetti e designer italiani del XX secolo. Nato a Venezia nel 1906, Scarpa è stato influenzato dalla cultura e dalla storia della sua città natale. La prima grande commissione arrivò tra il 1935 e il 1937, quando Carlo Scarpa, allora trentenne, intervenne sugli ambienti più prestigiosi dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

Ricevette numerosi importanti riconoscimenti tra cui, oltre al Premio Olivetti, il Premio IN/Arch. (1962) e la Medaglia d’oro del Ministero per la Pubblica Istruzione per la cultura e l’arte (1962), il Premio della Presidenza della Repubblica per l’architettura (1967). È stato membro del Royal British Institute of Design (1970), dell’Accademia Olimpica di Vicenza e dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma (1976).

Le sue opere vengono celebrate con mostre personali presso le più grandi istituzioni del settore artistico culturale: il MoMA di New York nel 1966, la Heinz Gallery di Londra, l’Institut de l’Environnement a Parigi, ed infine a Barcellona nel 1978, poco prima della prematura morte.

Filippo Bricolo vive e lavora in provincia di Verona. Ha studiato presso l’Università Iuav di Venezia, Nel 2003 fonda lo studio Bricolo-Falsarella Associati 2003 lo studio BFA, concentrato prevalentemente sul tema del riuso e degli interventi sul patrimonio, oltre che nella realizzazione di opere pubbliche (Piazza-parco Castelginest a Levada di Piave, Sala polivalente a Salgareda, TV) e di edifici produttivi come lo Stabilimento Eurochef a Sommacampagna e la Cantina Gorgo a Custoza («AV» 92, pp. 40-47). Filippo Bricolo (1970) si laurea allo IUAV dove consegue il Dottorato di Ricerca in Composizione Architettonica. Ha insegnato a Parma e Venezia e, dal 2012, presso il Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano.

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