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L’intangibile nell’architettura

Giovedì 7 marzo alle ore 17.30 a Palazzo Donn’Anna la Fondazione Ezio De Felice presenta il libro “L’intangibile nell’architettura – La vocazione oikologica e il carattere cosmotopico dell’interno architettonico” di Agostino Bossi e Paolo Cecere, pubblicato da CLEAN edizioni.

Ne discuteranno Michelangelo Russo, direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; Imma Forino, professore di Architettura degli Interni e Allestimento, Politecnico di Milano; Pierluigi Salvadeo, professore di Architettura degli Interni e Allestimento, Politecnico di Milano; Ludovico Fusco, professore di Composizione architettonica,  Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; Leonardo Di Mauro, già professore di Storia dell’Architettura, Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Gli autori ragionano sul significato del concetto di edificare architettonicamente. Si tratta di un interrogativo che chiama in causa l’identità stessa dell’Architettura, la sua radice originaria. Il volume cerca di dare delle risposte efficaci mettendo in evidenza come lo spazio che l’uomo edifica svolga un ruolo decisivo nella conformazione del mondo materiale e nella formazione della cultura, del pensiero e della spiritualità.

Solo nella sua forma architettonica lo spazio artificiale può garantire all’uomo una dimora degna d’essere abitata e tramandata, perché capace di accogliere in sé l’universo, la terra e gli elementi naturali, di prendersene cura e di renderli partecipi, assieme alla storia, di una realtà sempre singolare e densa di significati che vanno al di là di quelli puramente materiali e funzionali.

Il volume “L’intangibile nell’architettura” affronta dunque il tema della qualità dello spazio edificato in una prospettiva metodologicamente inedita, dando luogo ad una interpretazione originale della dimora umana.

Per gli autori la nozione generale di spazio ha la sua radice ultima nell’esperienza che all’origine gli esseri umani fanno dello spazio artificiale da essi costruito. In modo ancora più sorprendente smentiscono l’idea che l’edificazione nasca dalla necessità di protezione dall’ambiente naturale, asserendo, al contrario, che la sua vocazione originaria sia proprio quella di accogliere la natura e di educare l’uomo a prendersene cura.

La costruzione della dimora non risponde, pertanto, al bisogno di procurarsi un riparo da un ambiente ostile, quanto piuttosto alla volontà di edificare un mondo propriamente umano. Sempre in contrasto con l’immagine consolidata nella cultura e nel senso comune, essi interpretano l’interno architettonico come una realtà ben più ricca e complessa di come generalmente viene intesa quando la si fa corrispondere al semplice spazio domestico.

Agostino Bossi è professore ad honorem dell’Universidad de la Repùblica Oriental del Uruguay, professore nei Master Interni di Interni delle Università di Salamanca e Madrid; professore Ordinario di Architettura degli Interni e Allestimento della Università degli Studi di Napoli Federico II fino al 2012.

Paolo Cecere è professore di Filosofia e Storia presso il Liceo Classico-Musicale Domenico Cirillo di Aversa.

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