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I Musei della Memoria, architetture che raccontano

La Fondazione Ezio De Felice promuove dal 2017, in occasione della Giornata Internazionale della Memoria (27 gennaio), la rassegna di conferenze “I Musei della Memoria – Architetture che raccontano”, un ciclo di incontri dedicato al rapporto tra architettura, memoria, Shoah e museologia contemporanea.

L’iniziativa coinvolge studiosi, architetti e protagonisti della scena internazionale, con l’obiettivo di indagare il ruolo dell’architettura museale della memoria come strumento di narrazione, riflessione civile e costruzione della coscienza storica.

I Musei della Memoria si distinguono per un linguaggio architettonico capace di comunicare già dall’esterno, attraverso forme, materiali e relazione con lo spazio urbano, i contenuti sviluppati all’interno. Si tratta di architetture che raccontano, in grado di tradurre la memoria in esperienza fisica ed emotiva. In particolare, i musei dedicati alla Shoah rappresentano alcune delle espressioni più significative dell’architettura contemporanea: spazi che non solo custodiscono il passato, ma lo rendono percepibile, suscitando nel visitatore una partecipazione profonda.

Nel corso degli anni, la rassegna ha ospitato importanti personalità del panorama culturale e architettonico internazionale, offrendo un ampio panorama di esperienze e casi studio legati ai memoriali e ai musei della memoria in Europa.

Sono stati ospiti Andrea Wandel della Trier University of Applied Sciences che ha presentato il Judische Center di Monaco di Baviera; Paolo Coen dell’Università degli Studi di Teramo che ha illustrato l’architettura di Moshe Safdie a Yad Vashem a Gerusalemme; Andràs Palffy della Technische Universität Wien che ha presentato il progetto dello studio Jabornegg & Palffy del Museum Judenplatz a Vienna; Jacques Gubler, Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis che hanno raccontato il Memoriale della Shoah di Milano; Elena Montanari con la presentazione su I BBPR e il museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti di Carpi; Adachiara Zevi con l’incontro dal titolo “Monumenti per difetto, dalle Fosse Ardeatine alle Pietre d’Inciampo”.

Le edizioni più recenti confermano il ruolo della rassegna come spazio di confronto tra ricerca architettonica, memoria storica e contemporaneità, affrontando temi sempre più urgenti e trasversali.

Nel 2026, in occasione della IX edizione della rassegna, si è tenuto l’incontro dal titolo “Quale memoria? Musei, voci, architetture. Dieci anni di riflessioni”, che ha proposto una riflessione sul ruolo dei Musei della Memoria oggi, interrogandosi sul significato della memoria nel presente e sulla necessità di costruire una memoria condivisa, critica e consapevole.

Nel 2025, la rassegna ha presentato l’incontro “La dignità perduta. Storie di architetti discriminati ed espulsi”, con la partecipazione dello scrittore e architetto Gianni Biondillo e di Eirene Campagna, approfondendo il tema della discriminazione degli architetti durante il regime fascista e il rapporto tra architettura, etica e responsabilità storica.

Nel 2024 ha ospitato Ludovica Di Falco, architetto, partner e fondatrice di SCAPE Architecture Paris, progettista del museo MEIS, con l’incontro dal titolo “MEIS – Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah a Ferrara”, dedicato al rapporto tra architettura museale, identità culturale e memoria.

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