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Ezio De Felice è considerato uno dei caposcuola dell’esperienza museografica italiana. Architetto e docente universitario, esperto in restauro e museografia, uomo eclettico, dai molteplici interessi e dall’acuto ingegno, dotato di grandi doti di umanità e generosità.

A partire dal dopoguerra, insieme ad altri prestigiosi esponenti del mondo dell’architettura italiana, ha tracciato le linee di una moderna tendenza culturale del “fare museo”, in cui restauro architettonico ed allestimento museale diventano parte di un unico tema progettuale.

Ezio De Felice ha spaziato tra diversi campi, dalla pittura alla scultura, dall’arte alle collezioni, fino alla poesia. Era affascinato dall’ingegno dell’uomo, capace di costruire, e voleva preservarne i frutti per le generazioni successive.

Questi interessi, coltivati per tutta una vita, erano custoditi nel Teatro di Palazzo Donn’Anna, da lui restaurato, e che fu studio, officina, wunderkammer, spazio generativo di incontri e luogo di scambi culturali. Qui De Felice raccolse utensili, compassi, arte, pezzi materiali e tangibili del passaggio dell’uomo, e trovò spazio per progettare e creare.

De Felice fu anche “maestro”. Outsider del mondo accademico, è stato innovatore e uomo proteso verso il nuovo e la sperimentazione. Con la sua capacità di affabulazione e di comunicazione ha influenzato centinaia di studenti. Le sue lezioni all’università sulla storia dell’architettura, sul restauro dei monumenti, sull’allestimento e sulla museografia hanno lasciato una traccia importante.

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